Panarea :: Isole Eolie :: Bed and Breakfast da Luca [English version]

Camere per soggiornare al meglio sull' isola di Panarea

Appunti per un’infanzia felice a Panarea

Clicca per ingrandireA Panarea Luca è cresciuto all’aria aperta, dietro le spalle la montagna, la roccia, i fichi d’india, gli animali, davanti agli occhi tanto mare. Quei quindici ragazzini presenti sull’isola erano raccolti in un’unica classe alle elementari, in un’altra alle medie. Sì, forse a discapito della Divina Commedia, ma in un posto così si impara tanto anche a stare insieme…
Finita la scuola andavano a giocare a pallone, i piedi sempre nudi, rinforzati dalla pelle dura plasmata dalle pietre dell’isola (anche se Luca può vantare Cliccare per ingrandirecome nonno materno il primo e l’unico calzolaio di Panarea…), i rami più belli che trovavano diventavano spade preziose, e poi tutti su in montagna, dove in alto in alto c’era una piccola casetta abbandonata. A turno portavano un po’ d’acqua, qualche mattone, e con la terra bagnata la ristrutturavano come potevano. Poi ci andavano a prendere il the… non tanti ragazzini hanno ricordi del genere.
Alle superiori invece, tutt’altra storia. Bisognava e bisogna tutt’ora,andare a Lipari. Come molti Cliccare per ingrandireadolescenti che abitano nei paesini e prendono lacorriera per andare a scuola in città, i giovani panarellesi si recano a Lipari in aliscafo. Che non è proprio la stessa cosa, nel bene e nel male. Nel bene perché ogni mattina, zaino inspalla, tira aria da gita scolastica, e poi perché d’inverno c’è spesso mare mosso e l’aliscafo non parte…

Nel male perché spesso il tuo tempo se lo inghiotte il mare. Soprattutto al ritorno, il pomeriggio, quando a Panarea non c’era ancora il molo grande, e Cliccare per ingrandiretirava un po’ di vento, la nave non attraccava e andava dritto, verso Stromboli. Da Stromboli partiva dopo un po’ un’altra nave, che se non riusciva ad attraccare andava dritto a Salina, e così ti vedevi sfilare la tua isoletta davanti per due volte, senza poter scendere. Insomma partivi la mattina per andare a scuola e tornavi per la cena del giorno dopo, così è un po’ faticoso.

 

Pazzo o filosofo?

[Continuare a reinventarsi a Panarea]

Luca ai nostri giorniE adesso Luca è diventato grande e fermo un attimo non ci sta…
D’estate non hai il tempo di farti un bagno, d’inverno fai l’ormeggiatore a Ginostra (che in confronto Panarea è Manhattan)… diventi pazzo o filosofo… Luca, che è un po’ tutt’e due, fa così. A Ginostra, che è una parte dell’isola di Stromboli, collegata al “centro” solo via mare, Luca è uno dei tre ormeggiatori, uno dei tredici abitanti. Ogni ormeggiatore lavora circa quindici minuti al giorno, cinque per l’arrivo della nave della mattina, cinque per quella del pomeriggio, cinque per quella della sera. Le giornate,Luca ormeggiatore a Ginostra per quanto corte possano essere d’inverno, così non ti passano. E la solitudine rimane un problema, anche se un po’ la tecnologia ti viene incontro. Con Sky e Internet vedi almeno cosa succede nel mondo;  per momenti più intimi Luca si porta sempre con sé la sua console da Dj, con tutta la musica. Quella del Dj tra l’altro diventa una professione d’estate, quando torna a Panarea, e la sera si inventa feste in case private o in discoteche. La sera, dopo che durante il giorno ha:  ormeggiato navi, accolto i clienti del bed and breakfast, fatto servizio di taxi, gestito barche Cliccare per ingrandirein affitto, riormeggiato le navi della sera, rifatto servizio taxi etc…
E ogni anno può capitare una cosa nuova. Qualche anno fa, per esempio, all’epoca dei maremoti e dell’onda anomala causata da un’eruzione dello Stromboli, si era aperto un varco nell’abisso nei pressi di Lisca Bianca (l’evocativo isolotto davanti Panarea dove Antonioni girò L’ avventura), da cui uscivano enormi bolle d’aria. Lo spettacolo era garantito e Luca si fece mandare da Genova un fumettistico semisommergibile giallo per portare i turisti vicino o meglio dentro alle bolle. Lo strano oggetto galleggiante,Cliccare per ingrandire trasportato da Tropea a Panarea in dieci ore di navigazione (ma contando tutti i pescetti che passavano di lì!), la sera si trasformava in locale esclusivo per danze subacquee ritmate dal nostro DJ Luca…
E a fine estate, Luca parte per un bel viaggio. Al mare. A vedere gli altri mari per tornare contento a Panarea, che non cambierebbe con nessun altro posto al mondo.

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Ultimo aggiornamento: 17.05.2007